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La leggenda del sasso del diavolo

Si racconta che tanto, tanto tempo fa, quando la strada che da Tobbiana andava verso la Cascina era molto transitata da cavalli, muli e barrocciai che trasportavano il legname dalla foresta dell’Acquerino alla piana; tra i tanti ce n’era uno particolarmente, cattivo, blasfemo, irascibile ed ubriacone
Era un lavoro duro che con il passare degli anni faceva diventare tutti più cattivi ed arrabbiati con Dio e con il mondo.
Lavorava e bestemmiava, si ubriacava e litigava. Anche quando dormiva aveva un sonno agitato che gli faceva fare sogni orrendi nei quali parlava, urlava ed imprecava.
Il Demonio da tempo gli aveva messo gli occhi addosso perché anche lui di tanto in tanto preferiva portare all’Inferno delle anime dannate senza dover faticare troppo: ed il barrocciaio era un lavoro fin troppo facile.
Così un giorno il diavolo decise che la vita terrena del barrocciaio era terminata e che era giunto il
tempo di portarselo con sé all’inferno.
C’era un punto della strada che oggi si chiama “la Tagliata” che era particolarmente difficile, scosceso e pieno di pietre con un precipizio da un lato. Il Demonio scelse proprio quel punto.
Era una notte ventosa, di luna piena, dopo che per tutto il giorno uno spaventoso temporale con lampi e fulmini aveva impedito al barrocciaio di mettersi in marcia per la piana ed aveva reso le pietre della strada ancora più lisce e scivolose.
Il barrocciaio era come al solito ubriaco ed imprecava frustando i suoi muli per recuperare il tempo perso. Le due bestie erano terrorizzate dalle frustrate e dalle urla del barrocciaio e correvano come impazziti giù per la discesa scivolosa.
Il Diavolo si era nascosto dietro un grosso masso ed all’avvicinarsi dei muli apparve in mezzo alla strada tra fumo e fiamme cosicché anche il barrocciaio seppur ubriaco trasalì sentendosi ghiacciare il sangue nelle vene.
Imbizzarrito da questa scena raccapricciante, il mulo di destra scivolò e cadde nel precipizio trascinando dietro di sé anche l’altro mulo ed il povero barrocciaio che rimase moribondo in fondo alla scarpata sotto ad una delle ruote del suo barroccio.
Mentre già il Demonio si preparava a prendere il dovuto tributo della sua anima, il barrocciaio prima di morire ebbe il tempo di pentirsi dei suoi peccati e della sua vita scellerata.
Cosicché prima che il Diavolo lo ghermisse, apparve un Angelo che scacciato il Demonio portò con se in cielo l’ anima del poveretto.
Il Demonio, furibondo per aver perso questa sua facile preda ritornò sul sentiero avvolto tra alte fiamme e in mezzo a grida agghiaccianti e dalla rabbia sferrò un pugno ed una ditata sul masso.
Ancora oggi e dopo tanto tempo, passando dal sentiero, si possono vedere ancora i segni della rabbia del Diavolo su quel masso che da allora fu chiamato “Il sasso del Diavolo”.